CENTRO SCOLASTICO
2003 / Sasso Marconi (BO)- Concorso di architettura

con arch. Bruna Crescenzi
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dalla relazione di progetto
   

Rapporto con il contesto: Presenze inquietanti incombono in questo ambito. Tralicci dell'alta tensione, antenne per le telecomunicazioni, industrie, contaminano questa parte di territorio. Difficile dialogare o cogliere elementi di questo contesto a cui "legarsi", aggrapparsi, per determinare nuove condizioni. Da ciò la volontà di creare prima un riparo, per poi reinventare. Il "guscio evanescente", non visibile dall'esterno perché sottoposto e schermato da acqua nebulizzata ed alberi, preserva una nuova dimensione interna, fatta di natura e di "fanta-scienza".

                     
 

In un segno che raccoglie mentre ci si flette, che protegge quanto si vuole determinare. I filari di pioppi cipressini segnano "l'esistente" e "il nuovo", sottolineando il gesto di non coesione. E' l'unico gesto forte di questo nuovo sistema, ma affidato ad alberi che, come soldati di guardia impassibili e immutabili nella loro condizione che va oltre il tempo, sono schierati a guardia del proprio confine.

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Determinazione di un nuovo scenario: Creiamo una nuova dimensione carica di immagini evocative e di sentimenti, di significati e di "bi-sogni" (due volte sogni), di metafore, come un ricciolo di acqua pieno di bolle (i nuovi complessi scolastici) o di un un'onda sotto la quale oltrepassare il varco di accesso per poi scoprire il tutto quasi improvvisamente.

In questa nuova dimensione ci si isola nello spazio dell'immateria come la natura e le sue scienze e il mondo delle fiabe, che forniscono stimolanti spunti nel determinare il cammino di giovani generazioni. Si protende verso una nuova luce, proprio mentre si disdegna la retorica dei segni. Per questi bambini ci sforziamo di costruire uno spazio partendo da un fondamento poetico: materializzare la loro speranza, sospesa tra immaginazione e desideri.

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