PROPOSTA DI PIANO ATTUATIVO PER NUOVO QUARTIERE
2004 / Mozzate (Co) - Concorso di architettura

con arch. Bruna Crescenzi
 
     
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Un paese di provincia e la sistemazione di un’area che ricade nel centro cittadino. Bisogna qui organizzare un nuovo quartiere, con nuove residenze ed attività ad esse connesse, integrandolo al contesto esistente; si chiede che l’intervento sia “di qualità e tecnicamente valido”. Ci sono previsioni di piano che stanno rafforzando l’identità centrale del luogo con la definizione di una piazza e spazi ad essa connessi. Come architetti oggi siamo chiamati a costruire spazi confortevoli e rispondenti a normative anche di sostenibilità architettonica. Ma una domanda si insinua quasi ossessivamente nelle nostre menti: come evitare che la solitudine degli abitanti di questo nuovo quartiere sia lo standard dell’abitare?
 

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I volumi preesistenti sull’area vengono abbattuti. I quattro nuovi edifici, che si relazionano ad una ampliata piazza S. Maria Solaro, definiscono aree libere e vuoti spaziali assimilabili a corti irregolari. Questa articolazione nella tipologia planimetrica, associata a quella relativa all’organizzazione dei livelli in verticale definisce un nuovo contesto dove ogni ‘cellula abitativa’ ha una sua specifica identità diversa dalle altre, e dove ogni residente ne occuperà e vivrà lo spazio in maniera non anonima. Da questi ambienti ciascun individuo potrà avere scorci visivi ampi e diversi. Il mondo intero entrerà in queste case mediante le nuove tecnologie, ma ogni abitante, nell’immediato e con la propria identità, si sentirà parte del suo contesto abitativo a cui si integrerà.
 
       
Abbiamo organizzato edifici dove sono state accostate tipologie di abitazioni diverse sui vari piani, per garantire una mescolanza sociale tra nuclei familiari eterogenei nella natura e conformazione, collocabili tanto in bilocali quanto in alloggi più grandi. All’uscita dagli ascensori ci si troverà in accoglienti salotti-ballatoio attrezzati come occasioni di incontro e di sviluppo relazionale, preambolo graduale all’accesso nei propri singoli alloggi.
Del resto, ciascun individuo ovunque cerca e vuole trascorrere parte del proprio tempo in uno spazio che non sia chiuso o dove non sia solo: al caffè, al balcone, nelle piazze o nelle isole pedonali. Gli stessi luoghi di lavoro, oggi, sono da considerarsi “spazi di socialità”. Se poi guardiamo a valori intrinseci come quelli della vita di provincia, che consente ancora di vivere “romantiche occasioni” come quelle del faccia a faccia, tra conoscenti, dal barbiere o dal fruttivendolo, e che rimanda a cerchi più ampi di relazione, costruiamo un quadro forse più completo di occasioni da sostenere e preservare.
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